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A BEAUTIFUL MIKE 21 Novembre 08

Posted by Campus 2.0 in a beautiful mike.
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A Jesolo (Venezia) Mike Bongiorno è già nella toponomastica

A Jesolo (Venezia) Mike Bongiorno è già nella toponomastica

Sono pochi gli uomini che riescono a entrare nell’immaginario collettivo semplicemente grazie a un nome. Quello di battesimo. Dici Dante e non c’è bisogno di dire Alighieri. Dici Mike e ti compaiono quella faccia e quel motto – “Allegria” – che hanno caratterizzato la storia della televisione italiana dalle origini a oggi. Accostarlo a Dante è probabilmente irriverente, ma, fatte le debite proporzioni, se uno – il sommo poeta – ha inventato l’italiano, l’altro – il re dei telequiz – l’ha reso popolare (leggi di più sul blog di Luca De Vito). Subito dopo la seconda guerra mondiale, infatti, la televisione parla a un pubblico che ancora ha una bassa percentuale di alfabetizzazione. E Mike, con la tv, fa conoscere l’italiano agli italiani.

La sua è una storia segnata inizialmente dal dramma della guerra. Partigiano durante l’occupazione nazifascista, imprigionato a San Vittore, a un passo dalla morte (Iacopo Radaelli), Mike porta ancora addosso un’esperienza terribile che lo ha reso un uomo disciplinato e rigoroso. Dalle prime esperienze in radio in America (Edoardo Cavadini) si trasferisce in Italia dove diventa il pioniere della televisione pubblica. Da lì in poi inizia a collezionare una serie di successi che inchiodano alla tv (Viviana Pentangelo) l’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta. È stato il primo a introdurre la figura della valletta (Francesca Pelucchi). Ma Mike non è un semplice conduttore di programmi. È un innovatore soprattutto nel modo di fare pubblicità (Micaela Nasca), mettendo in crisi l’assunto che un uomo di spettacolo non potesse giocare il ruolo di testimonial. Un personaggio eclettico, a suo agio anche nei panni di attore (Marika Dell’Acqua). All’apice della sua popolarità il mondo della cultura si interessa di lui. E Umberto Eco dedica a Mike (Pietro Bellantoni) un saggio non troppo lusinghiero.

Ma ciò non ostacola la sua carriera. Continua a condurre tanti programmi, tra i quali spiccano ben undici festival di Sanremo (Oscar Puntel). Mike ormai più che un presentatore è un’icona, tanto da diventare oggetto di culto per due generazioni di imitatori e cabarettisti (Cecilia Pierami), da Alighiero Noschese a Fiorello. Esilaranti le sue gaffe (Marco Berti Quattrini) - forse dettate da un’eccessiva sincerità - e i suoi litigi in diretta (Manfredi Lamartina), che hanno contribuito non poco a creare il suo personaggio.

Mike Bongiorno, nonostante abbia superato il giro di boa degli ottant’anni, continua ad agire con un vigore invidiabile, come dimostra la sua passione per lo sport (Mariano Tedesco). Non ama porre dei limiti ai suoi obiettivi. L’anno scorso ha ottenuto la laurea ad honorem alla Iulm di Milano. Il prossimo passo potrebbe essere una carica da senatore a vita.

A cura di Pietro Bellantoni e Manfredi Lamartina

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